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A riveder le stelle, intervista a Valeria Canavesi

Non so se siete d’accordo. Per noi viaggiare coccolati significa non solo ricevere attenzioni ma anche, in qualche modo restituirle al mondo che ci circonda. Attenzione intesa come prendersi cura, osservare con altri occhi, rendersi conto di quanto siamo fortunati a vivere in un Paese ricco di risorse come l’Italia.

Per questo motivo abbiamo deciso di contattare una persona che nel suo lavoro mette insieme tutti questi ingredienti. Il risultato? È racchiuso nelle parole del sommo Poeta: “E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Un auspicio che sembra tracciare la linea editoriale di “A riveder le stelle” (www.ariles.it), il progetto editoriale ideato da Valeria Canavesi.

Benvenuta Valeria, ci puoi raccontare in cosa consiste il tuo lavoro e come ti è venuta questa idea?

A Riveder le Stelle è una mia idea editoriale, da un anno sostenuta da Edizioni di Sofia (una piccola casa editrice molto attenta alle produzioni di qualità). A Riveder le Stelle firma un portale e una collana di guide digitali dedicate all’Italia bella, integra e autentica: un’iniziativa volta alla valorizzazione del nostro incredibile patrimonio artistico, paesaggistico, umano e culturale.

È un tesoro enorme, assolutamente sconosciuto ai più, sul quale siamo seduti pigramente, ignorandone valore e potenzialità. L’ispirazione a Dante vuole essere uno sprone “umanistico”, un invito a (ri)scoprire questo tesoro, al di là dei cliché di un turismo di massa omologato , omologante e spesso deleterio per il territorio.

Dante
Dante Alighieri e i regni dell’oltretomba, Domenico di Michelino, Santa Maria del Fiore, Firenze

Valeria, parlaci un po’ di te. Da dove vieni, la tua formazione, i tuoi interessi, a che punto sei del tuo percorso.

Mi occupo da sempre di scrittura, in varie forme.
 Dal 1990 scrivo per la comunicazione: ho lavorato in agenzie internazionali, anche come direttore creativo, su clienti come Apple, Banca Intesa, Emirates Airlines, Corriere della Sera, Gruppo Natuzzi (per cui lavoro ancora oggi).

Sul fronte editoriale, collaboro con il FAI, per cui sto scrivendo le nuove guide, e con l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, per cui sto curando la nuova collana Viaggi in Italia (sono usciti ques’anno i primi due titoli, il terzo è in pubblicazione).
 L’Italia è il mio interesse più grande e la giro in lungo e in largo da oltre 15 anni: dalle Dolomiti al Sulcis, dal Cilento alle Langhe, dalle isole ai laghi glaciali. Il nostro Paese è davvero il più bello del mondo e io ne sono profondamente innamorata.

Il tuo ultimo lavoro è dedicato al Lago d’Orta, un eBook della collana Viaggi in Italia edita da Treccani. In che modo “coccoli” il tuo lettore, dove lo porti e cosa gli racconti?

eBook
La copertina de “Il lago d’Orta” (Viaggi in Italia Treccani) di Valeria Canavesi

La mia guida edita da Treccani è una “summa” di centinaia di pagine sul lago d’Orta. La si può scaricare sul telefonino e accedere a ogni tipo di informazione (più comodo di così!). Si trovano foto e descrizioni molto approfondite sul territorio, la storia, i beni culturali, il paesaggio e l’economia, che consentono al lettore-viaggiatore di consultare le notizie direttamente in loco.

Inoltre, si trovano tutte le chiavi di accesso per fruirne in modo completo: contatti con le pro loco e i musei, indirizzi di ristoranti e hotel, spiagge, centri sportivi, riserve naturali, etc. Mi spiego con alcuni esempi.

Sei al sacro Monte di Orta, alla Madonna del Sasso o nella basilica di San Giulio? Ti racconto per filo e per segno ogni affresco, ogni cappella, ogni opera e manufatto. Oppure. Sei un appassionato di storia? Trovi un intero capitolo che ricostruisce gli eventi accaduti sul lago, dal Neolitico a oggi.

Il lavoro di queste guide implica mesi di ricerca e di studio ma raccoglie in modo auterovole e organico tutte le informazioni geografiche, storiche, culturali e turistiche di alcune perle del territorio italiano. Una soddisfazione, questa, che ripaga di tutto.

Hai scritto tanto, di molti luoghi in Italia, anche poco conosciuti. Sul tuo sito ci ha colpito la rubrica “Sbagliando strada”. Hai qualche aneddoto nel cassetto?

Il nome di questa rubrica vuole sottolineare un fatto che può accadere solo in Italia, l’unico luogo dove sbagliare strada è una fortuna. Fuori dagli itinerari consueti si trova sempre qualcosa di incredibile: un panorama inatteso, una chiesa gioiello, una trattoria eccellente…

Il nostro territorio presenta bellezza a ogni angolo, anche il più inesplorato: è qui che il mio lavoro vuole portare luce, perché l’esperienza che se ne trae è di una ricchezza unica.

La tua produzione è in formato digitale. Una scelta dettata solo da esigenze di riduzione dei costi che la carta inevitabilmente comporta? Come “usi” i vantaggi della rete?

A riveder le stelle
Il logo dell’iniziativa editoriale

I formati digitali consentono agli editori di promuovere più facilmente nuove iniziative e questo per me ha fatto un’enorme differenza. Treccani, che in questi anni sta investendo molto sul proprio portale e su nuovi progetti digitali, è senz’altro un esempio che vale per tutti.

Personalmente, trovo che il digitale presenti altri aspetti interessanti: posso consultare centinaia di pagine senza avere chili nello zaino, navigare con i link esterni per accedere a ulteriori approfondimenti, chiamare un hotel schiacciando un tasto, senza dover scartabellare depliant e opuscoli vari.

Inoltre, la collana A Riveder le Stelle è pubblicata sia in formato epub (per tutti) sia in formato Apple, disponibile su iTunes, che consente anche di vedere video, sfogliare gallerie fotografiche, consultare immagini interattive o a comparsa: una fruizione nuova e multisensoriale che trasforma la guida in un viaggio vero – anche per chi la legge in poltrona da casa sua.

Come ha accolto il pubblico del web la tua iniziativa?

Ho ottenuto risultati importanti. La mia esperienza professionale in comunicazione mi ha aiutato molto: non ho mai sparato nel mucchio e mi sono costruita con pazienza una reputazione di qualità.

Ho curato molto i contenuti e pian piano è arrivato anche il pubblico che volevo: viaggiatori, giornalisti, professori, curiosi e appassionati che apprezzano ciò che faccio e sanno riconoscerne il valore. Con alcuni di loro sono nate amicizie e collaborazioni.

Come fai a realizzare gli eBook? Fai tutto da sola o hai uno staff che ti aiuta nella grafica e nell’editing?

Treccani se ne occupa direttamente, con fornitori suoi. La collana A Riveder le Stelle invece è prodotta e distribuita da Netphilo, partner professionale che vende i miei ebook in tutto il mondo. Infatti, ogni titolo è disponibile anche in inglese ed è pubblicato su iTunes, Amazon e le maggiori librerie online in ogni Paese (USA, Cina, Russia, Australia, Europa).

La passerella di Christo sul Lago d'Iseo
Tra successo di pubblico e polemiche, la super chiacchierata passerella di Christo sul Lago d’Iseo

Un’ultima domanda. Quella più spinosa. Sulla stampa ultimamente sembra che di Italia si parli solo al negativo invece di puntare sulla sua ricchezza fatta di cultura e bellezza. Quale sarebbe la tua “ricetta” per tornare a fare innamorare del Bel Paese gli italiani e i turisti stranieri?

Dirò quello che penso, a costo di essere impopolare. E parto da una domanda: come fare a promuovere un bel quadro, una scultura di valore o un buon vino? Credo che si debba prima di tutto conoscerlo, per poi capirlo e saperlo valorizzare.

Lo stesso, secondo me, vale per il nostro Paese: noi Italiani ci riempiamo la bocca della parola Bellezza e poi non abbiamo la più pallida idea di quali tesori custodisca il Duomo della nostra città (mentre lo sanno benissimo i viaggiatori che arrivano dalla Francia, dagli Usa e dal Giappone).

Noi Italiani ci facciamo ore di coda sotto il solleone per una passerella sull’acqua e torniamo a casa senza avere visto alcunché del territorio circostante. Sono molto critica e anche un po’ arrabbiata con i miei connazionali: dovremmo smetterla di essere provinciali e di cercare il Luna Park a tutti i costi. La Bellezza e la Cultura pretendono la fatica della conoscenza, del rispetto e dell’amore. E poi ci ripagano mille e mille volte.

Basterebbe questo primo passo e il resto, ne sono sicura, verrebbe da sé.

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