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Dipendenza da social network: ecco il laboratorio per curarla

La nomofobia è la paura di rimanere sconnessi dalla Rete. Si chiama così questa nuova dipendenza, una vera e propria patologia correlata all’utilizzo compulsivo di social network. In Italia e nel mondo sono infatti sempre più le persone, in particolare i giovani hikikomori. Con questo termine si definiscono i giovani ‘sepolti in casa’ che cercano solo attraverso Internet amicizie, relazioni, soluzioni o risposte ai propri quesiti.

Anche tu soffri di dipendenza? Sei un hikikomoro!

Se appena non sei connesso o non hai Rete cadi in ansia, panico, depressione la risposta è affermativa: sei un hikikomoro dipendente dalla Rete. Molti poi sviluppano veri e propri comportamenti compulsivi e aggressivi.

Nasce a Empoli il primo ambulatorio per la diagnosi e la cura dell’abuso da Internet e Social Network

Sarà attivo infatti dal primo ottobre a Empoli un nuovo laboratorio per lo studio, ma soprattutto la cura di chi sviluppa dipendenza legata alla Rete. Sarà di fatto il secondo in Italia, ma certamente non l’ultimo. Aprirà nei colali della Misericordia di Empoli, e a capo del progetto ci sarà un giovane dottore ventisettenne: Giammarco Simoncini.Il dottor Simoncini, che si è laureato in psicologia all’Università di Pisa con una tesi sulla dipendenza da Facebook diventata un riferimento a livello nazionale, lavorerà come counselor insieme al dottor Andrea Taddei e, ovviamente, da una rete di professionisti tra medici, psicoterapeuti, avvocati.

Lo scopo del centro sarà curare e non la prevenzione

Il dottor Taddei, durante la presentazione del progetto ha spiegato che il fine del progetto non sarà la prevenzione (che viene già ampiamente svolta da scuole, istituti e altre associazioni), ma la cura della dipendenza patologiche. Il fine quindi non è quello di dichiarare Internet o i Social Network come qualcosa di negativo, anche perché ormai sono parte della nostra vita, ma di educare alla moderazione, alla consapevolezza.
I Social Network sono di fatto una droga molto subdola – ha spiegato poi Daniele Ciresa della Polizia Postale intervenuto durante la serata- sono gratis e li possiamo usare sempre.

Un futuro quello che ci attende fatto di connessioni, relazioni, ma come sempre e in ogni cosa senza esagerare: se affrontate senza regole o disciplina (intesa a livello personale) il grande mare della Rete rischia davvero di farci affogare.

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