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Il bello di diventare volontari del FAI

Una festa di popolo all’insegna della bellezza e della cultura italiana. Sabato 25 e domenica 26 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera 2017. Sarà la 25esima edizione dell’evento che apre al pubblico chiese, ville, palazzi, aree archeologiche, castelli, giardini, archivi storici in tutte le nostre Regioni. In totale sono più di 1’000 luoghi (generalmente chiusi al pubblico) in 400 località,  da vivere nell’arco di un fine settimana con visite a contributo libero. Le informazioni le trovate qui: www.giornatefai.it

I veri protagonisti di questa grande e consolidata manifestazione sono loro: i volontari. Per conoscerli meglio (e farvi venire voglia di unirvi a loro!) abbiamo rivolto alcune domande a Paola Giuliani, responsabile dell’Ufficio Delegazioni – ovvero la rete di volontari che rappresenta il FAI, Fondo Ambiente Italiano su tutto il territorio nazionale  – che organizzano le Giornate di Primavera.

Il Presidente Mattarella ha ringraziato ufficialmente i tanti volontari del FAI. Quanto è importante il loro contributo?

Il loro contributo è irrinunciabile: senza l’impegno dei nostri volontari sul territorio, nutrito da competenza, motivazione, entusiasmo e creatività, non sarebbe possibile realizzare iniziative come le Giornate FAI di Primavera e la Giornata FAI d’Autunno, che sono momenti unici in Italia di festa e di fruizione della cultura per tutti i cittadini italiani.

Quanti sono i volontari e come sono organizzati sul vasto territorio italiano rispetto ai beni da voi gestiti?

I volontari sono strutturati in una Rete territoriale, presente in modo capillare in tutte le regioni d’Italia, formata da Presidenze regionali (19), Delegazioni territoriali (119), Gruppi FAI (87) e Gruppi FAI Giovani (83). Si tratta di circa 2’700 persone (ma aumentano ogni giorno!) che durante tutto il corso dell’anno si attivano sul territorio per organizzare bellissime iniziative di sensibilizzazione, educazione e raccolta fondi a livello nazionale e locale.

Questi volontari “storici” interagiscono con i volontari nei Beni, al momento circa 800 attivi, per sostenere eventi e iniziative nazionali e soprattutto per dar vita a sistemi di attivazione territoriale virtuosi attorno ai Beni FAI di riferimento.

I volontari nei Beni svolgono ruoli fondamentali di affiancamento dello staff, mettendoci nella condizione di moltiplicare l’offerta per i visitatori. I volontari, infatti, accolgono il pubblico, narrano le storie dei luoghi e delle persone che li hanno abitati e donati, fanno giocare i bambini, raccolgono iscrizioni attraverso la loro testimonianza attiva, aiutano in giardino, dispongono fiori freschi nelle sale… Insomma, arricchiscono con grazia e competenza la visita del pubblico. E questo avviene tutti i giorni!

Volontari FAI
Foto di Valentina Pasolini. FAI – Fondo Ambiente Italiano

Qual è la difficoltà nel gestire un grande numero di persone che, ovviamente non sempre possono dedicare il proprio tempo alle attività di volontariato?

Si tratta innanzitutto di accogliere e apprezzare l’apporto prezioso che ognuno di loro può e vuole regalare alla nostra Fondazione, nei tempi e modi che gli/le sono più congeniali.

Questa energia dirompente deve però essere “incanalata” nei giusti modi per far crescere la Fondazione attraverso il coinvolgimento di nuove persone (iscritti e volontari). Serve dunque lucidità nell’organizzare la struttura (un quadro di regole chiare in equilibrio con la giusta autonomia locale), capacità di assegnare dei compiti specifici alle persone che ne hanno voglia e competenza, disponibilità nel supportare ogni giorno le sfide territoriali da parte dello staff preposto, capacità di gratificare e celebrare i successi e condividere al contempo le difficoltà per proseguire insieme – con rinnovato entusiasmo – in un percorso di crescita di tutta la Fondazione.

Il vostro sito internet è ricchissimo di informazioni sulla possibilità di candidarsi volontario, potrebbe riassumerci i punti essenziali e anche quelli che suscitano di più le domande e la curiosità dei candidati?

Sono molte, in effetti, le possibilità di attivarsi se si hanno tempo e volontà di farlo! Ci si può candidare mettendosi al servizio della gestione di un Bene FAI – se si ha la fortuna di vivere nelle vicinanze – oppure mettendosi a disposizione di una Delegazione territoriale, di un Gruppo FAI o un Gruppo FAI Giovani (per ragazzi dai 18 ai 35 anni) e contribuire a organizzare i grandi eventi nazionali oppure i nutriti programmi di attività locale che spiegano e fanno innamorare dell’organizzazione i cittadini durante tutto l’arco dell’anno.

Candidarsi per un Bene consente ai volontari di partecipare quotidianamente al lavoro concreto del FAI, che non si limita alla tutela e alla valorizzazione del nostro patrimonio di arte e natura, ma che entra nella vita delle persone proponendo il bene culturale come fonte inesauribile di apprendimento, stupore e divertimento; candidarsi per supportare le iniziative di una Delegazione territoriale consente di conoscere sempre più a fondo le ricchezze piccole e grandi del nostro Paese e di renderle sempre più fruibili alla collettività, a partire dalla missione e dagli approcci del Fondo Ambiente Italiano, che da oltre 45 anni agisce in modo concreto nei territori.

Il tutto condito da un forte senso di appartenenza alla causa e alla famiglia FAI, dove non mancano amicizia e tanta voglia di divertirsi insieme!

Mediamente chi sono i vostri volontari? Avete a disposizione dei dati a livello nazionale?

I volontari della Rete territoriale sono uomini e donne (queste ultime in misura maggiore) di età medio-alta con elevato livello di istruzione, distribuiti su tutto il territorio nazionale; stanno aumentando ogni giorno in tutta Italia i giovani (18 -35 anni) che decidono di impegnarsi: un impegno che consente loro di acquisire competenze specifiche che potranno mettere a frutto anche nel lavoro.

I volontari nei Beni appartengono a tutte le fasce di età, con particolari prevalenze fra gli studenti e i giovani pensionati. Sono soprattutto ragazze e donne, di cultura medio-alta, con una forte passione per il bello e un ideale altrettanto forte di solidarietà e condivisione.

Qual è a suo avviso, il requisito essenziale che un volontario dovrebbe avere per intraprendere questo percorso?

Essere motivato e credere profondamente nella nostra causa che ci aiuta a ritrovare e a rafforzare la nostra identità di italiani.

Volontari FAI
Volontari a Villa Panza (VA) – Foto di Paolo Barcucci, 2013. FAI – Fondo Ambiente Italiano

Ha qualche curiosità da raccontarci?

Una nota di merito particolare va ai nostri 35mila Apprendisti Ciceroni, ragazze e ragazzi della scuola media inferiore e superiore, che in occasione degli eventi nazionali – ma sempre più anche degli eventi locali-, si attivano per illustrare il nostro patrimonio di arte e natura, guidati dalle Delegazioni e dai loro insegnanti. È un esercito di ragazze e ragazzi meravigliosi che si “mettono alla prova” e crescono nella sensibilità e nella conoscenza del loro paese, bravissimi a coinvolgere i cittadini piccoli e grandi nell’amore per l’Italia e nella nostra missione. Sono moltissimi gli apprezzamenti che arrivano dai cittadini per il lavoro entusiasta e competente di questi giovanissimi Ciceroni!

Dove ci sarebbe più bisogno di volontari in questo momento?

Ovunque: nei Beni ma anche nei singoli territori, perché testimoniare il FAI con impegno concreto e con la qualità che contraddistingue questa azione a tutti i livelli significa diventare italiani non solo innamorati dell’Italia ma attivi in modo concreto per il nostro straordinario Paese.

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