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La ricetta per diventare imprenditori? Studio, confronto e passione

Oggi vogliamo raccontarti una storia come ce ne sono tante, forse, ma particolare perché parte “dalla persona” e da un’abilità a tutti gli effetti, spesso trascurata, come la voglia di autorealizzarsi. Qual è il segreto per mettersi in proprio e raccogliere buoni frutti? 

Giorgio Bellone è un freelance esperto di sicurezza e allarmi per la casa, che con fatica, coraggio e tanto studio ha scelto di aprire in provincia di Como SicurezzaCasa24, con cui condivide la sua esperienza e la sua passione per tutte le soluzioni a tutela della casa, centro di gravità permanente della famiglia italiana.

Partendo dal punto di vista formativo come perito elettronico, Giorgio negli anni ha deciso di investire su stesso, seguendo diversi corsi con un gusto evidente per la multidisciplinarietà: corsi in Comunicazione, Marketing, aggiornamenti sulle nuove tecnologie, approfondimenti sulla sicurezza in campo residenziale e gestione delle risorse.

Lo abbiamo intervistato. Speriamo di riuscire a trasmettere ai nostri lettori quegli elementi base che possano essere di ispirazione per un cambio di marcia nella vita di chi non si senta poi così soddisfatto…

Giorgio, da dove nasce la tua idea imprenditoriale?

Da sempre mi interesso di  tutto ciò che ruota attorno a una casa, partendo dalla costruzione, fino ad arrivare alla messa in sicurezza. Per più di 12 anni ho lavorato come libero professionista e titolare d’agenzia nel campo immobiliare ma, pur avendo un buon lavoro, la mia passione per la tecnologia e la voglia di esplorare nuovi “territori” mi hanno spinto a rivalutare interamente la mia situazione lavorativa.

Dopo migliaia e migliaia di visite a immobili, notavo che questi, spesso, avevano molte lacune in ambito di sicurezza domestica. Visitavo ville enormi con tutti i migliori comfort ma senza una reale protezione che facesse sentire i proprietari davvero sicuri in casa propria.

Ricordo ancora un aneddoto molto significativo. Un giorno, dovevo passare a trovare una mia cliente storica alla quale dovevo consegnare della documentazione. Al mio arrivo, davanti alla casa, trovai due carabinieri che parlavano con lei. Aveva subìto un furto importante durante la mattinata, mentre lei era in casa. Se avesse avuto un allarme avrebbe potuto evitare tutto questo ma alla mia domanda del perché non avesse mai installato un allarme, la risposta della mia cliente non si fece attendere: “Non ne voglio di allarmi, suonano sempre per niente dando più fastidio che altro e poi, tanto, non interviene mai nessuno”.

Così è iniziata la mia ricerca per una soluzione reale a questi problemi. Mi domandavo come fosse possibile che negli anni 2000 gli allarmi avessero ancora la stessa tecnologia di 20 anni fa. L’Italia dal punto di vista degli allarmi era ancora ferma agli anni 90. Allarmi a filo ingombranti che suonavano e basta, senza fornire una reale protezione che facesse sentire davvero sicuri i proprietari.

Un bel po’ di ricerca mi ha condotto a una soluzione innovativa proposta da Verisure, ma allo stesso tempo concreta, che dava un supporto costante ai proprietari di casa facendoli sentire davvero al sicuro. Finalmente un allarme all’altezza delle aspettative, di nuova tecnologia, ma soprattutto aggiornabile col passare degli anni.

Sicurezza
Quando la sicurezza diventa una priorità bisogna affidarsi a dei veri esperti.

È qui che entra in gioco la tua passione per il web e la comunicazione?

Esatto. Nel frattempo, anche in Italia prendeva piede il cosiddetto “web 2.0” o “nuovo web” e io, da persona curiosa e sempre in cerca di nuove informazioni, ho iniziato a sperimentare attività in rete e ad approfondire il marketing onlineIl passo, a questo punto è stato davvero breve. Unendo la mia esperienza, le mie conoscenze, la mia formazione, le mie passioni, il mio desiderio di rendermi utile, ho creato la mia attività, con cui cerco di integrare formazione, consulenza e assistenza.  L’idea di fondo è quella di fornire alle persone i migliori strumenti per proteggere e controllare la loro casa sfruttando le nuove tecnologie nel campo della sicurezza che il mondo di oggi ci mette a disposizione.

Facciamo un passo indietro: cosa ti ha spinto a metterti in proprio? Cosa ti muoveva? A posteriori ritieni sia stata una mossa saggia?

Col passare degli anni ho capito che lavorare tutto il giorno andava bene ma che alla lunga stavo trascurando gli affetti a me più cari. In pratica la coperta era sempre corta e non ero mai soddisfatto a pieno. Quando poi scoprii che a breve sarei diventato padre di una bambina, decisi che qualcosa doveva cambiare. Non potevo lavorare tutto il giorno e rischiare di non vedere mia figlia crescere.

Da qui ho cominciato a studiare molto il mondo online e mi sono reso conto che, col web, avrei potuto conquistare la mia libertà, la mia indipendenza rispetto ai soliti luoghi comuni del “più lavori, più guadagni”. In me è scattato qualcosa che mi ha fatto capire che andava bene il tanto lavoro, ma che in fondo lavorando con più accuratezza e cercando di rivolgermi solo al giusto target avrei potuto lavorare meglio e con più qualità.

Decisi così di mettermi in proprio e cercare il mio angolino nel mondo del web alla conquista della mia libertà. Credo che al giorno d’oggi se i clienti non ti trovano anche online, allora non esisti!

Idea
Tanti elementi concorrono a realizzare un’idea. Tra questi, la formazione costante è uno dei più preziosi.

Cosa consiglieresti a chi si ritrova in una situazione di dipendente – in Italia – e come te qualche anno – fa vorrebbe costruire qualcosa di personale? Quali step consiglieresti?

A un lavoratore dipendente chiederei semplicemente come si vede da qui a 10 anni. Gli direi di immaginare il suo avatar e fare tutto ciò che è possibile per ottenere quel risultato. Io ho sempre voluto essere indipendente e gestirmi da solo, fuori dai classici schemi. Questo non vuol dire lavorare di meno, anzi, all’inizio lavorerai anche il triplo di quel che facevi da dipendente, ma col passare del tempo tanti meccanismi possono essere automatizzati e delegati, così da potere, un giorno, essere più libero coordinando tutte le attività da un punto di vista manageriale. Sarai tu a decidere la tua strategia, il tuo futuro e nessun altro.

Studio, formazione, confronto, passione: sono elementi importanti nella tua storia?

Quando decidi di essere un imprenditore, devi metterti in testa che ci sarà molto da studiare. Di questi tempi senza formazione costante non si va da nessuna parte. Le regole del gioco sono sempre in movimento e il rischio è quello di rimanere tagliati fuori.

È un po come gli imprenditori che producevano briglie per carrozze. Con l’avvento delle automobili, anche aziende storiche e solide ma “ferme nel proprio business” andarono a gambe all’aria. Tutto questo perché si intestardirono a non voler aprire le porte alle nuove scoperte in termini di trasporto di persone.

Per la riuscita di nuove aziende e dei nuovi progetti, alla base, c’è sempre il confronto. Sapere intercettare i bisogni reali delle persone è l’unico modo per progettare aziende di successo. Ascoltare le impressioni dei collaboratori e altri imprenditori aiuta anche a capire come migliorare la soddisfazione dei clienti.

La passione che metto nelle cose che faccio è la molla che mi spinge a dare sempre il massimo. Solo appassionandoti a ciò che fai potrai non “lavorare” mai… Perché in fondo è ciò che ti piace fare.  Anche l’ambizione di una vita migliore è un altro aspetto che condiziona molto la mia vita. Questo è un punto molto importante per me. Mi hanno sempre insegnato che se ci credo io per primo, niente è impossibile.

Prima di chiudere, una frase che ti ha motivato?

“Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni”, Le Valchirie, 2010.

Grazie Giorgio!

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