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Un italiano a Berlino

Per le interviste di Italiani Oltre Frontiera legate alla musica oggi ospitiamo Emanuele Barletta, social media manager e web editor della sezione musica di Roar Magazine. Emanuele è nato nelle Marche ma vive a Berlino. L’ho infatti conosciuto attraverso il web: grazie alla sua passione e anche al suo lavoro, Emaunele ci racconterà come un italiano vive la città di Berlino soprattutto strizzando l’occhio al suo aspetto musicale. La capitale tedesca è da sempre un punto focale del mondo musicale, basta ricordare gli album del periodo berlinese di David Bowie, ma ora iniziamo a farci raccontare un pò di come si vive e cosa si ascolta a Berlino.

Chi sei?

Mi chiamo Emanuele, ho 32 anni (ahimè) e sono marchigiano. Dopo aver studiato a Bologna (e in Svezia, anche se per un brevissimo periodo) ho deciso di abbandonare per un po’ le colline leopardiane per provare questa avventura in terra tedesca. Al momento lavoro nel turismo e sono il responsabile della sezione Musica del magazine digitale www.roarmagazine.it.

Berlino

 Da quanto tempo vivi all’estero?

Relativamente poco, direi. Vivo qua dall’8 giugno scorso, un periodo comunque ragionevole per iniziare a capire pro e contro della vita berlinese. Tra i contro metterei al primo posto la ricerca della casa, un’esperienza che non raccomanderei neanche a chi detesto (su questo argomento esiste una grande letteratura in rete, cercare per credere). Il problema della lingua, poi, è notevole. Dopo sei mesi di sforzi mi sento molto più a mio agio, ma quando devi affrontare la macchina burocratica tedesca sono dolori veri.

Perchè ti sei trasferito?

Ho avuto l’opportunità di partire con un progetto Leonardo per 14 settimane. A settembre ho deciso di rimanere, anche se non riesco ancora a fare dei piani a lungo termine. Berlino è una città affascinante (vivendo qua posso dire che ci sono molti luoghi comuni da sfatare, ma l’elenco sarebbe troppo lungo), ma per quasi tutte le persone che ho conosciuto è una città di passaggio, un momento di formazione. Ed è così che la sto vivendo.

Ci racconti come vivi questa città dal punto di vista musicale?

Premetto che per interessi e deformazione mi considero un ascoltatore compulsivo e piuttosto onnivoro. L’offerta musicale qua è sterminata, e rischio di dire una cosa banale: dopo sei mesi faccio ancora fatica a districarmi tra i vari club, bar o locali che offrono una programmazione degna di nota, proprio perché sono tantissimi. E i soldi, purtroppo, sempre meno. Berlino è considerata la capitale della techno (basterebbe solo fare due nomi che conoscono tutti: Tresor e Berghain), ma direi è una città che viene scelta come “base” da tantissimi artisti di estrazione molto diversa.

Sia dal punto di visto umano e musicale, ti manca l’Italia?

Beh, da un punto di vista umano mi manca forse la spontaneità dei rapporti di amicizia italiani. Ma ci si abitua a tutto, poco a poco. Da un punto di vista musicale il discorso si fa più complesso: mi mancano, e molto, alcuni locali di provincia gestiti da amici e che frequento “a scatola chiusa” per la splendida atmosfera che si respira. Mi mancano quei tanti amici che suonano in Italia, e tutti quegli “addetti ai lavori” e che ho avuto la fortuna di conoscere in questi anni di frequentazioni (virtuali e reali).

Consigli a chi vuole fare musica di trasferirsi a Berlino?

Non sono un musicista, ma a quanto pare Berlino è un po’ il grande sogno di tanti musicisti italiani. E non a torto, direi. Ma anche qua, a quanto pare, il mercato è molto saturo. Per “mercato” (parola orrenda) intendo dire che è la città ad essere satura, pur essendo una metropoli che sembra vivere di arte in tutte le sue forme . Senza presunzione alcuna, potrei dire questo: pensare di arrivare qua e sfondare rischia di essere un grosso, grossissimo azzardo.

Berlino

Quali sono i tuoi locali preferiti a Berlino per ascoltare musica?

Come scritto poco sopra, in Italia c’è il mito di Berlino “capitale della techno”. Basti pensare al famigerato Berghain, dotato di quello che viene definito “il miglior soundsystem del mondo” (vero? Falso? Boh…), forse IL club che attira di più gli italiani (anche qui: provate a cercare qualcosa su Google…) Senza pensarci su troppo, ecco i miei tre locali “del cuore”, i primi che mi vengono in mente e che ho imparato a conoscere e frequentare in questi mesi. Anzitutto: il Madame Claude a Kreuzberg, con una programmazione live davvero coraggiosa e molto variegata, in un ambiente molto amato tanto dai tedeschi quanto dalla comunità internazionale. Poi il Schokoladen, un pezzo di storia della città che quasi ogni sera propone live interessanti (spesso arrivano anche band italiane sul palco). Un altro luogo di culto è il SO36, sempre a Kreuzberg, punto di riferimento della scena punk-hardcore militante e con una storia importante alle spalle. Infine, un festival da non perdere: il Berlin Atonal Festival, che si tiene ad agosto in una location mozzafiato e presenta il meglio dell’elettronica e della musica sperimentale mondiale.

 

Grazie ancora ad Emanuele, che ringraziamo per la sua disponibilità e che magari l’anno prossimo tornerà a raccontarci di qualche concerto che ci sarà a Berlino!

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